Cosa sono i RADICALI LIBERI

di admin, 3 aprile 2012 09:36

I radicali liberi sono prodotti di “scarto” che si formano naturalmente all’interno delle cellule del corpo

quando l’ossigeno viene utilizzato nei processi metabolici per produrre energia (ossidazione). Se sono

in quantità minima aiutano il sistema immunitario nell’eliminazione dei germi e nella difesa dai batteri.

Dal punto di vista biochimico, i radicali liberi sono frammenti di molecola dotati di un elettrone spaiato

(numero dispari di elettroni nell’ultimo strato, quando normalmente gli elettroni sono accoppiati), che si

formano nelle cellule sia in seguito alle normali reazioni metaboliche sia in seguito a stimoli esterni:

radiazioni ionizzanti, elevata tensione di ossigeno, sostanze chimiche di varia natura.

Tra i radicali liberi piu’ pericolosi ci sono i composti dell’ossigeno, il cui effetto é simile a quello delle

radiazioni: anione superossido, acqua ossigenata e idrossilico. Il più diffuso è l’anione superossido

che è estremamente pericoloso perché distrugge l’ossido nitrico determinando ipertensione.

I radicali liberi sono fortemente ossidanti, molto reattivi e vanno alla ricerca disperata di ciò che hanno

perduto: un elettrone per completare la doppietta. Questo li porta a reagire con altre molecole, creando

nuovi radicali instabili e dando inizio a reazioni a catena che finiscono per danneggiare irreversibilmente

le strutture cellulari.

In condizioni fisiologiche vi è uno stato di equilibrio tra la produzione endogena di radicali liberi e la loro

neutralizzazione da parte dei meccanismi anti-ossidanti di difesa. Quando prevale la produzione di

radicali si viene a determinare un danno, definito stress ossidativo, che, a lungo andare, comporta una

progressiva usura.

Oltre alle normali reazioni biochimiche di ossidazione cellulare, contribuiscono alla formazione dei radicali

liberi:

  • alcune disfunzioni e stati patologici come le malattie cardiovascolari, l’artrite reumatoide, gli

stati infiammatori in genere, i traumi al sistema nervoso, ecc.;

  • l’ischemia dei tessuti e conseguente riduzione dell’apporto di sangue;
  • le diete troppo ricche di proteine e di grassi animali saturi;
  • gli alimenti non tollerati;
  • la presenza di un eccesso di ferro che, nella prima fase della trasformazione, fa liberare dal

perossido di idrogeno il radicale ossidrile, che è in grado di attivare reazioni chimiche ulteriormente

dannose;

  • l’azione dei gas inquinanti e delle sostanze tossiche in genere (monossidi di carbonio e piombo

prodotti dalla combustione dei motori; cadmio, piombo e mercurio prodotti dall’attività industriale;

idrocarburi derivati dalle lavorazioni chimiche, ecc.);

  • il fumo di sigaretta, che è una vera e propria miniera di sostanze chimiche;
  • l’eccesso di alcool;
  • le radiazioni ionizzanti e quelle solari (ozono in eccesso e raggi UVA e UVB). Le radiazioni solari

inducono sulla pelle processi di fotoossidazione che degradano gli acidi grassi polinsaturi

delle membrane cellulari e conseguente formazione di radicali liberi;

  • i farmaci;
  • l’attività fisica intensa, sia di resistenza organica che di forza muscolare, causa un incremento

notevole delle reazioni che utilizzano l’ossigeno (aumento della respirazione polmonare e

dell’attività dei mitocondri delle cellule muscolari, ecc.) e conseguente surplus di formazione di

perossido di idrogeno. Anche le reazioni biochimiche legate all’accumulo e rimozione

dell’acido lattico dai muscoli affaticati, contribuiscono ad innalzare la soglia dei radicali liberi.

Secondo alcuni studiosi, la lisi della membrana cellulare da parte dei radicali liberi (perossili),

è una delle cause del dolore muscolare. Lo stesso avviene per i globuli rossi, contribuendo a

determinare o accentuare l’anemia negli atleti. L’atleta allenato è comunque in grado di fronteggiare

la presenza di radicali liberi in maniera nettamente più efficace del sedentario o di chi

pratica attività fisica saltuariamente.

Quando respiriamo, introduciamo ossigeno. Il 95% circa di questo ossigeno viene utilizzato dalla cellule

per produrre energia; mentre la parte rimanente dà origine ai radicali liberi. Questo è un processo

fisiologico, normale, e l’organismo di una persona sana è attrezzato per fare fronte alla presenza di

questi radicali liberi difendendosi con un proprio sistema anti-radicali, che si chiama sistema antiossidante.

Questo sistema antiossidante comprende meccanismi enzimatici e meccanissmi non-enzimatici. Tra i

primi vi è la superossidodismutasi, la catalasi e il glutatione ridotto. Tra le sostanze non enzimatiche

ricordiamo la Vitamina E, la Vitamina C, i carotenoidi, i polifenoli, le antocianine, ecc.

Pertanto, alla formazione di radicali liberi il nostro organismo risponde mediante il suo sistema antiossidante.

Se però il quantitativo di radicali liberi prodotto è superiore a quello fisiologico, il nostro sistema

antiossidante non è più in grado di neutralizzare questo eccesso, per cui i radicali liberi aggrediscono

le cellule, provocando danni più o meno gravi (stress ossidativo).

L’azione distruttiva dei radicali liberi è indirizzata soprattutto sulle cellule, in particolare sui grassi che

ne formano le membrane (liperossidazione), sugli zuccheri e sui fosfati, sulle proteine del loro nucleo

centrale, specialmente sul DNA (acido desossiribonucleico) dove alterano le informazioni genetiche,

sugli enzimi, ecc.

L’azione continua dei radicali liberi si evidenzia soprattutto nel precoce invecchiamento delle cellule e

nell’insorgere di varie patologie gravi come il cancro, malattie dell’apparato cardiovascolare, diabete,

sclerosi multipla, artrite reumatoide, enfisema polmonare, cataratta, morbo di Parkinson e Alzheimer,

dermatiti, ecc.

di ALBERTO FORESTA Naturopata

In Puglia arriva lo psicologo contro la crisi

di admin, 30 marzo 2012 18:02
Venerdì, 30 marzo 2012 – 09:21:00

Sei casi di suicidio di imprenditori registrati tra la provincia di Barletta – Andria – Trani e il Salento nel giro di soli tre mesi. La punta dell’iceberg di un fenomeno dettato dalla crisi economica. Morti forse evitabili se esistesse una rete di supporto psicologico. E parte ora proprio dal Salento, da Brindisi, dal presidente dell’Associazione psicologi indipendenti, Fabio Delli Santi, la proposta di attivare un servizio di sostegno a imprenditori in difficoltà. Gli impresari sono ancora restii a chiedere aiuto ma già vari psicologi hanno dato la loro disponibilità.

Secondo quanto riportato dal Corriere del Mezzogiorno la rete Terraferma, nata due mesi fa, opera grazie alla disponibilità di una ventina di psicologi sparsi in tutta Italia che hanno creato un’apposita rete di supporto. Impresecheresistono, invece, è un comitato spontaneo, nato a maggio del 2009 e composto per l’80% circa da piccole aziende che puntano a difendere l’impresa e l’occupazione. Sono presenti soprattutto nel Milanese e nel Triveneto, mentre Terraferma opera in quasi tutti i capoluoghi di regione. “Escluse la Sicilia, la Toscana, le Marche e la Puglia”, dice Laura Sanna, psicologa e coordinatrice di Terraferma a livello nazionale.

Proprio con Sanna si è già messo in contatto Delli Santi che, da presidente provinciale di Brindisi della onlus ‘Sos per la vita’, attiverà un intervento sulla stessa linea dei colleghi di Terraferma. “Infatti – afferma Delli Santi – creando un gruppo di psicologi e psicoterapeuti che esercitino nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto, in un momento di palese emergenza, si fornirà un servizio di supporto immediato in tutta l’area ionico-salentina”.

“Già dieci anni fa – dice Delli Santi – con Rita Tarantino, presidente regionale di ‘Sos per la vita’, rilevammo in molti reparti di Oncologia in Italia un allarmante livello di Burnout, sindrome che tra le conseguenze più estreme registra anche il suicidio di medici, infermieri, tecnici di laboratorio. Occupandomi da anni di rischio stress da lavoro correlato, sia per piccole e medie imprese che per multinazionali e corporation, posso garantire che la complessità relazionale della realtà lavorativa è difficilmente sintetizzabile. Bisogna accelerare il cambiamento culturale sulla tutela della salute emotiva e psicologica di chi lavora, dal dipendente al dirigente, che troppo spesso sottovaluta i primi segnali di allarme proprio del suo stress. Abbiamo attivato diversi professionisti su Brindisi, Lecce e Taranto, che rispondono, 24 ore su 24, al numero 393-5313353, oltre alla consulenza online”.

IL SOCIALE AFFARI ITALIANI.IT

UN’ORA DI APPROFONDIMENTO

di admin, 30 marzo 2012 09:21

Con Alberto Foresta, Naturopata diplomato presso la Westdeutsche Akademie di Lugano (CH)
Presso PARAFARMACIA FRATELLI CARLE TORINO Via F.lli carle 40/d

Gli argomenti affrontati sono:

Fiori di Bach per tutti
martedi 3 aprile h 15,00 – 16,00
Il benessere intestinale: prebiotici e probiotici
giovedi 5 aprile h 15,00 – 16,00
La salute a tavola: come cucinare in modo sano
martedi 10 aprile h 15,00 – 16,00
L’approccio naturale nella gestione dell’allergia primaverile
giovedi 12 aprile h 15,00 – 16,00
La Fitoterapia, cos’è e come funziona
martedi 17 aprile h 15,00 – 16,00
Il sole: prevenzione e cura nelle pelli sensibili
giovedi 19 aprile h 15,00 – 16,00
I nuovi antiossidanti nella lotta ai radicali liberi
martedi 24 aprile h 15,00 – 16,00
L’Omeopatia, cos’è e come funziona
giovedi 26 aprile h 15,00 16,00

UN NUOVO ANTIOSSIDANTE: ProtectGenol

di admin, 24 marzo 2012 22:18

UN NUOVO ANTIOSSIDANTE

ProtectGenol è il nome commerciale di un integratore alimentare che contiene una miscela di bioflavonoidi naturali (proantocianidine, oligofenoli e polifenoli, catechine ed epicatechine), ad elevato potere antiossidante, estratti dalla corteccia dell’abete bianco europeo (Abies alba). Benefici del ProtectGenol I componenti del ProtectGenol hanno dimostrato di possedere attività antiossidante maggiore sia della vitamina C che della vitamina E. Il loro assorbimento nel flusso sanguigno avviene in soli 20 minuti e sono attivi fino a 72 ore. Essi lavorano anche sinergicamente con la vitamina C, assistendo il corpo a riciclare la vitamina E. Gli estratti dalla corteccia dell’abete neutralizzano i radicali liberi con efficacia nel rigenerare i sistemi che diminuiscono di efficacia con l’età, migliorando così la resistenza immunitaria, la vista, la funzione del cervello e l’elasticità della pelle. Essi possono anche proteggere le cellule del DNA dal danno ossidativo e da mutazioni cellulari. ProtectGenol può migliorare il sistema circolatorio aiutando a rafforzare i capillari e le vene. Una circolazione migliorata aiuta a combattere sia le malattie cardiovascolari che l’insufficienza venosa cronica, un disordine circolatorio caratterizzato da prurito alla pelle, ulcerazioni cutanee, edema e vene varicose. In aggiunta, la miscela identificata riduce la tendenza delle piastrine del sangue a formare pericolosi trombi. Alcuni studi hanno mostrato che alcune componenti di quest’estratto alleviano i sintomi allergici o infiammatori, inibendo il rilascio e la sintesi di quei composti che promuovono infiammazione, come l’istamina e i leucotrieni. Al fine di ottimizzare la qualità dell’estratto, la corteccia viene staccata dal tronco in un ambiente non inquinato, cioè la lavorazione inizia direttamente nelle foreste della Slovenia dove viene coltivato, la corteccia è tolta a mano e immediatamente seccata in modo da conservare la massima efficacia e impedire che inizi sul materiale legnoso qualsiasi forma di ossidazione . Antiossidanti e Prevenzione: Gli antiossidanti hanno un ruolo importante nella difesa delle cellule legate al processo d’invecchiamento. Gli antiossidanti più conosciuti sono la vitamina A, C ed E ed il selenio. Gli antiossidanti neutralizzano i radicali liberi ed impediscono l’ossidazione (e quindi l’inattivazione) delle molecole che aiutano l’organismo a mantenere in buono stato il nostro sistema immunitario in lotta tutti i giorni contro molte malattie legate al processo d’invecchiamento. I radicali liberi hanno un’influenza negativa sul metabolismo, essi si accumulano nell’organismo a causa dell’inquinamento ambientale, dei cibi, delle acque e dello stress. Come funziona? Legando i radicali liberi, gli antiossidanti permettono il funzionamento normale del cuore e del sistema cardiovascolare. In particolare aumentano l’elasticità del “muro vascolare”, e influenzano positivamente i livelli di colesterolo nel sangue. Non è da trascurare il fatto che gli antiossidanti hanno influenza positiva sulla vista, stimolano le funzioni cerebrali, donano alla pelle una particolare elasticità e rallentano il processo d’invecchiamento. Aiutano nel rinforzo del sistema immunitario e nella difesa dalle allergie. Con lo scopo di raggiungere la piena difesa e il massimo risultato, ProtectGenol è un prodotto disegnato accuratamente che si colloca in cima agli integratori alimentari. E’ stato dimostrato che l’estratto di Abies alba rappresenta un eccellente antiossidante, il quale per il suo effetto supera quelli già noti come la vitamina C, E, A ed il coenzima Q 10. Uso: A finalità preventive ed allo scopo di ottenere un buon funzionamento dell’organismo, la dose giornaliera consigliata è di un flaconcino al giorno da assumersi preferibilmente al mattino a digiuno per 30 giorni consecutivi. Come dimostrato da test svolti all’Università di Lubiana, gli antiossidanti da Abies alba di ProtectGenol sono completamente assorbiti nel sangue in soli 20 minuti e la loro presenza è riscontrabile fino a 72 ore dopo. Al fine quindi di mantenere elevati i livelli organici di antiossidanti nel tempo, è consigliabile proseguire l’assunzione del prodotto con un flaconcino ogni 2-3 giorni per cicli di 6 mesi alternati a periodi di sospensioni di un mese. ProtectGenol è stato notificato in data 07/01/2011 presso il Ministero della Salute italiano a cura del produttore Humana Pharma spa di Milano.

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Per acquisti: Parafarmacia Fratelli Carle

L’ABC della dieta del celiaco

di Rossana, 3 febbraio 2012 15:42

La completa esclusione del glutine dalla dieta non è facile da realizzare, in quanto i cereali non permessi ai celiaci si ritrovano in moltissimi prodotti alimentari ed il rischio di contaminazione accidentale da glutine è spesso presente nei processi di lavorazione dell’industria alimentare.
Da qui la necessità di suddividere gli alimenti in: “permessi – a rischio – vietati”.
Tale suddivisione è stata effettuata considerando per ogni prodotto alimentare l’ingredientistica ed il processo di lavorazione, quindi la possibile contaminazione crociata da glutine.

Alimenti permessi permesso: alimenti che possono essere consumati liberamente, in quanto naturalmente privi di glutine o appartenenti a categorie alimentari non a rischio per i celiaci, poiché nel corso del loro  processo produttivo non sussiste rischio di contaminazione crociata.
Questi prodotti non sono inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.

Alimenti a rischio rischio: alimenti che potrebbero contenere glutine in quantità superiore ai 20 ppm o a rischio di contaminazione e per i quali è necessario conoscere e controllare l’ingredientistica ed i processi di lavorazione.

Alimenti vietati vietato: alimenti che contengono glutine e pertanto non sono idonei ai celiaci. Tali alimenti, ovviamente, non sono inseriti nel Prontuario.

La contaminazione dei prodotti naturalmente privi di glutine.
Per poter avere dei prodotti idonei al consumo dei celiaci è necessario che le aziende produttrici applichino un corretto piano di controllo delle materie prime e del prodotto finito; inoltre occorre monitorare costantemente il processo produttivo, gli ambienti di lavoro, le attrezzature, gli impianti e gli operatori.
Tutto questo diventa ancora più importante se si considera che possono verificarsi, durante le produzioni, pericolosi fenomeni di contaminazione crociata da glutine. Così, estremizzando, può accadere (soprattutto per alcune categorie di prodotti come gli sfarinati) che da un ingrediente naturalmente privo di glutine si ottenga un prodotto finito (amidi, farine, fecole, ecc.) contaminato. Se, ad esempio, nel medesimo molino viene lavorato anche del frumento o un altro cereale proibito, sussiste un forte rischio di contaminazione dei prodotti finiti, per presenza di glutine negli ambienti di lavoro e nei sistemi di trasporto utilizzati.
Per questo motivo alcuni prodotti, anche se preparati o derivati con ingredienti naturalmente privi di glutine, sono considerati alimenti a rischio e quindi sono stati inseriti nel Prontuario AIC degli Alimenti.

Per vedere l’elenco dettagliato dei prodotti clicca qui

Articolo tratto da Associazione Italiana Celiachia

I rimedi Omeopatici e Fitoterapici contro l’influenza

di Leonardo, 9 dicembre 2011 18:52

rimedi omeopatici e fitoterapici costituiscono un valido aiuto nella prevenzione e terapia nella sindrome influenzale. Tra i complessi omeopatici utili a stimolare il sistema immunitario ricordiamo prevalentemente Anas barbarie,Echinacea,Influenzinum,Vincetoxicum hirundaria,Sulfur,Staphylococcinum,Streptococcinum.

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Il “biologico” compie 20 anni, cresce richiesta

di Leonardo, 26 luglio 2011 09:36

Un settore che vede aumentare la richiesta da parte dei consumatori ma che allo stesso tempo vive anche una certa staticità produttiva, con un numero di operatori che è sempre lo stesso e una superficie coltivata che cresce poco. E’ la fotografia dell’agricoltura biologica italiana, che oggi festeggia 20 annidall’approvazione del regolamento europeo sul biologico con una posizione di leadership a livello continentale per numero di operatori (47.663), un secondo posto per superfici coltivate (un milione e 113mila ettari) e grandi ambizioni per il futuro.

“L’agricoltore ha oggi un ruolo sociale riconosciuto e questo è un grande traguardo raggiunto – ha spiegato Andrea Ferrante, presidente dell’Aiab (l’Associazione Italiana dell’agricoltura biologica durante un convegno che si è svolto questo pomeriggio a Roma – ma occorre fare di più per crescere e provare a raggiungere il traguardo del 30% delle superfici coltivate e del 20% dei consumi totali che ci siamo dati per il 2020″.

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Come Internet ha cambiato la nostra vita quotidiana

di admin, 14 luglio 2011 10:24

13/07/2011 – Rapporto CENSIS

L’88% dei giovani sta su Facebook. Il 37,9% degli italiani usa il web per trovare le strade (il 60,5% nelle grandi città), il 22,5% per le operazioni bancarie, il 19% per fare acquisti, il 18% per prenotare un viaggio, il 41% dei disoccupati per cercare lavoro. Ma una persona su due teme il potere di omologazione della rete, che appiattisce la creatività e crea conformismo

Social network: una popolarità inarrestabile. Il 67,8% degli italiani conosce almeno un social network, quota che sale al 91,8% tra i giovani (14-29 anni), ma si attesta comunque al 31,8% tra gli over 65 anni. Si tratta complessivamente di 33,5 milioni di persone, in crescita rispetto ai 32,9 milioni del 2009. Il più popolare è Facebook (noto al 65,3% della popolazione) insieme a YouTube (53%), seguono Messenger (41%), Skype (37,4%) e Twitter (21,3%). Ed è esploso il dato che riguarda i veri e propri utenti: i social network più utilizzati sono YouTube (dal 54,5% degli italiani che accedono a Internet, l’86,5% dei giovani) e Facebook (dal 49%, l’88,1% dei giovani).

Questi sono alcuni dei principali risultati del 9° Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione

CIBI ALCALOGENI ED ACIDOGENI

di admin, 3 luglio 2011 19:32

pubblicata da Parafarmacia Fratelli Carle il giorno sabato 2 luglio 2011 a cura di Alberto Foresta

Scopo primario di qualsiasi organismo vivente è mantenere costanti le condizioni del suo interno per proteggersi dalle variazioni esterne (e ciò è detto omeostasi). L’omeostasi è guidata dalla nostra energia interna (la “vis medicatrix naturae”). Una disfunzione di uno o più sistemi dell’organismo, entro i suoi limiti d’adattamento, perturba l’omeostasi e genera malattia.Già Ippocrate diceva che quando qualcuno desidera la salute occorre chiedergli se è disposto prima a sopprimere le cause della sua malattia.La stabilità delle funzioni del nostro organismo è garantita dalla stabilità dell’equilibrio acido-base in quanto tutti gli scambi biochimici avvengono solo in una zona limitata di pH al di fuori della quale si possono procurare danni, anche gravissimi, all’organismo.

Il pH è l’unità di misura del grado di acidità o alcalinità di una soluzione, quindi dell’equilibrio acido-base; un pH = 7 esprime neutralità, valori inferiori fino allo 0 esprimono acidità e valori superiori, fino al 14, alcalinità.

Uno degli scopi dell’omeostasi è di mantenere l’equilibrio acido-base costante nei vari distretti del corpo (per esempio il pH del sangue arterioso è 7,1 ed i suoi estremi di compatibilità con la vita variano da 7,1 a 7,8, il pH della saliva al mattino a digiuno in un individuo sano è 6,8, il pH delle urine dovrebbe essere 7 con oscillazioni da 4,5 a 8 a seconda del regime dietetico.

Alcalosi ed acidosi sono i termini usati per definire i due eccessi nell’organismo; la maggior parte dei problemi è comunque causata dall’acidosi perchè la quantità di acidi che si forma durante il metabolismo eccede quella degli alcali. Il mantenimento dell’equilibrio fisiologico, quindi l’alternanza armoniosa e ritmata tra i due disequilibri, è garantito dai cosiddetti sistemi tampone che compensano le oscillazioni giornaliere d’acidità. In particolare nei polmoni avviene l’eliminazione degli acidi deboli sotto forma di CO2 e nei reni l’eliminazione degli acidi forti sotto forma d’acidi urici. Di fatto, l’organismo, pur funzionando in un ambiente alcalino, è un produttore di acidi; polmoni, reni, fegato, intestino e pelle sono gli organi deputati all’eliminazione degli acidi in eccesso (organi emuntori) prodotti nella giornata. Se questa produzione è eccessiva, o si conclude in forme non eliminabili, gli acidi vengono immagazzinati nel mesenchima (una sorta di tessuto spugnoso che fissa l’eccedenza di residui metabolici acidi, autointossicandosi). Di giorno, alimentandosi, il metabolismo produce molti acidi, vi è dunque nel corso della giornata, una tendenza progressiva all’acidosi; di notte, digiunando, l’organismo inverte il suo lavoro di stoccaggio ed assimilazione in un’attività di pulizia ed eliminazione ed il mesenchima tende verso uno stato più alcalino. Ciò equivale ad una specie di guarigione che avviene ogni notte. In altri termini durante il giorno il pH ematico è alcalino e quello tissutale è acido, durante la notte avviene il contrario. Non tutti però hanno un’eliminazione notturna di acidi adeguata e perciò vanno incontro ad un’acidosi tissutale che sarà causa nel tempo di turbe funzionali e vere e proprie patologie. L’aumentare dell’età è sempre causa di acidificazione (ma per quel problema ci sono poche soluzioni), così come la predisposizione individuale (una situazione già più correggibile – vedi intervento su “Diatesi personali e Costituzioni” di prossima uscita), le errate abitudini di vita e l’alimentazione disordinata (due “cavalli di battaglia” della Naturopatia, che tratteremo in specifici interventi).

Tra le cause dietetiche di iperacidità troviamo soprattutto l’abuso di cibi acidificanti. Tutti gli alimenti contengono sia elementi acidogeni che alcalogeni, ma in base alla preponderanza di scorie acide o alcaline che il loro metabolismo determina, vengono suddivisi in cibi acidogeni, alcalogeni o neutri. Chi ha un terreno acido dovrà ovviamente diminuire l’assunzione di cibi acidogeni ed aumentare invece l’uso di cibi alcalogeni.

Come fare in pratica?

Ogni organismo in buona salute si depura attraverso gli organi emuntori (reni, polmoni, fegato, pelle ed intestini).

Non tutte le persone però hanno un’eliminazione notturna di acidi adeguata e perciò vanno incontro col tempo a situazioni acute o croniche di acidosi tissutale, un vero e proprio terreno acido sul quale faranno la loro comparsa tutta una serie di turbe funzionali e di vere e proprie patologie causate dall’autointossicazione (quest’invecchiamento cellulare prematuro non è estraneo alla genesi di patologie auto-immuni e degenerative).

L’odierna alimentazione, al posto di consentire lo stato di salute, crea gravissime situazioni organiche, tra cui la rottura dell’equilibrio acido-base, portandoci sempre più verso un accumulo di acidi superiore alla capacità di neutralizzazione dell’organismo.

Parlando di acidi non dobbiamo pensare a sostanze dal gusto acido (il limone, ad esempio), si parla dei residui acidi provenienti dal metabolismo di certi cibi, gli alimenti acidificanti. Gli acidi di difficile smaltimento sono soprattutto quelli provenienti dagli alimenti di origine animale.

GRASSI:

I grassi generalmente sono cibi acidificanti, sia quelli provenienti dal mondo animale (burro, crema, formaggi) che quelli provenienti dal mondo vegetale (olii e margarine). Unica eccezione è costituita dagli olii extravergini di prima spremitura a freddo, e pertanto gli unici grassi da utilizzare nell’alimentazione.

ZUCCHERI:

Distinguiamo gli zuccheri semplici – monosaccaridi e disaccaridi – quali il glucosio, il fruttosio, il saccarosio, il lattosio (assorbiti immediatamente con innalzamento della glicemia e produzione di molti acidi organici) e gli zuccheri composti – polisaccaridi – gli amidi principalmente (assorbiti man mano che gli enzimi li hanno scissi in unità più piccole, non alterano quindi la glicemia e sono alcalinizzanti del terreno). L’organismo umano è fatto per mangiare cereali integrali, non zuccherini o farina bianca.

PROTEINE:

Un consumo eccessivo di proteine produce nel corpo umano un ambiente acido. Le proteine di origine vegetale (provenienti dai legumi) producono acidi volatili di facile neutralizzazione; ben diverso il discorso sulle proteine di origine animale, generatrici di acidi forti e purine tossiche. Un consumo eccessivo di proteine animali (oltre i 30-40 grammi al giorno) causa acidosi, stress e impoverisce le riserve minerali dell’organismo. Nel tempo la dieta iperproteica (produttrice di urine a pH acido) innesca un meccanismo compensatorio con produzione di ammoniaca che innalza il pH urinario; sebbene sia comunque opportuno mantenere l’alcalinità urinaria, ciò non deve essere garantito dall’ammoniaca, ma da una normalizzazione alimentare: drastica riduzione di proteine animali e moderata assunzione di cibi alcalinizzanti, la verdura soprattutto.

FRUTTA:

Di norma, la frutta, anche quella acida, ha un effetto alcalinizzante. E’ comunque un alimento da assumere con alcune precauzioni, nei giusti momenti della giornata, ecc. Il celebre naturopata francese Masson in pratica consigliava la frutta in tutte le occasioni solo a certe persone, da lui definite anfotoniche (iperossidatori, simpaticotonici). La frutta associata agli amidi nello stesso pasto crea sempre acidificazione, anche negli individui sani. Fanno parte della frutta acidificante (e quindi sconsigliabile quasi a tutti) l’albicocca, la prugna, la noce, la nocciola ed il pistacchio.

VERDURA:

Poche sono le verdure “a rischio” acidificanti: porri, scalogni, cipolle, peperoni, carciofi e cavoletti di Bruxelles.

CEREALI:

I cereali sono acidificanti in qualsiasi modo vengano ingeriti e particolarmente quando sono raffinati. Sono ancor più dannosi in persone sedentarie che non eliminano per via polmonare gli acidi volatili del loro metabolismo. Osawa scrive però che l’acidità dei cereali si tramuta in alcalinità se masticati a lungo, mescolandosi con la ptialina, l’enzima salivare alcalino.

LEGUMI:

Tutti i legumi sono in qualche misura acidificanti, fatta solo eccezione per la soia (anche se ormai rara non geneticamente modificata).

In sintesi:

alimenti alcalogeni sono tutti i vegetali comprese le patate (con la buccia), tutte le insalate, tutta la frutta fresca (tranne albicocche e prugne) e le mandorle.

alimenti acidogeni sono tutte le proteine animali, tutti i cereali, tutti i legumi (tranne la soia) e gli zuccheri semplici.

Gli alimenti acidificanti sono, come si può notare, molti, e non possono e non devono essere soppressi dalla nostra alimentazione, occorre fare attenzione a non mangiarne più di quanto si possa sopportarne (e quindi dovranno fare particolare attenzione tutti coloro che abbiano turbe del metabolismo degli acidi).

Per una salute ottimale ed un’alta resistenza alle malattie, la dieta deve essere formata da alimenti alcalinizzanti ed acidificanti nel rapporto di 4 ad 1. Un pasto dovrebbe comprendere un consumo di cibi nelle seguenti percentuali: 50% verdure, 20% frutta, 20% amidi e 10% proteine.

Fattori aggravanti l’alimentazione errata sono:

la sedentarietà (ogni malattia è legata ad una carenza di ossigeno, ed il limitare allo stretto necessario gli scambi d’aria con l’esterno si può rivelare insufficiente alla normale attività dell’organismo) il sovraffaticamento psico-fisico (lo stress e la sua capacità di deprimere il sistema immunitario) l’uso di farmaci (ed i loro metaboliti tossici) lo stato psicologico (i pensieri “perversi” come la collera, la preoccupazione, la tristezza, la paura, il panico, turbano la funzionalità di specifici organi e scatenano la produzione di tossine acide).

SUGGERIMENTI DI DISCIPLINA ALIMENTARE:

1- non mangiate quando non avete fame.

2- usate solo prodotti biologici e di stagione.

3- rilassarsi almeno 15 minuti prima e dopo i pasti.

4- mangiate seduti, facendo bocconi piccoli, masticate bene e a lungo.

5- alzatevi da tavola non proprio sazi.

6- lasciate almeno 5 ore tra un pasto e l’altro.

7- andate a dormire almeno 3 ore dopo l’ultimo pasto.

8- la colazione sia il pasto più importante, un pò meno a pranzo, ancor meno a cena.

9- evitate prodotti animali dopo le ore 17.

10- mangiando, evitate discussioni, tensioni, ecc.

11- usate poco sale, solo a fine cottura e solo sale integrale.

12- usate pochissimi dolcificanti, malto di cereali o miele grezzo (1-2 cucchiaini al giorno).

13- non usate olii cotti, preferite olii di prima spremitura (extra-vergini) a freddo, ricchi de acidi grassi polinsaturi.

14- non bevete durante i pasti; bevete molta acqua fuori pasto.

15- consumate la frutta a stomaco vuoto; o prima dei pasti o decisamente dopo. La frutta deve essere di stagione, matura, un solo tipo per volta e mangiata da sola.

16- mangiate solo verdure fresche e di stagione, da sole ed all’inizio dei pasti (eventualmente appena scottate d’inverno)

17- disertate i dessert, sempre.

18- consumate solo cereali integrali e loro derivati, meglio se non lievitati. I cereali possono essere accoppiati tra loro o con le verdure. Vanno masticati a lungo.

19- non consumate prodotti animali più di 1-2 volte alla settimana, solo a pranzo e solo associati a verdure (mai associarli tra loro, a legumi o cereali). Preferite pesce, uova o carni di volatile, non fritti o alla brace.

20- mangiate i legumi solo a pranzo, a giorni alterni e in piccole quantità (2 cucchiai di legumi crudi secchi a testa). Non accoppiarli a prodotti animali. Farli pregermogliare prima di cuocerli, mantenendoli in ammollo con un pezzo di alga kombu e cambiando di frequente l’acqua di ammollo. Salarli solo a fine cottura.

Secondo il maestro macrobiotico Aihara, un potente mezzo per alcalinizzare il terreno è la doccia fredda (ovvero un bagno caldo terminante con una doccia fredda). Il momento migliore va da mezzanotte alle prime ore del mattino. La doccia deve iniziare dalle gambe per risalire, in senso orario, toccando petto, spalla destra, schiena, spalla sinistra ed infine la testa.

Le quattro regole fisse restano comunque:

1- masticare almeno 50 volte ogni boccone

2- tagliare completamente gli zuccheri

3- non bere durante i pasti

4- non mangiare cibo fuori stagione

“un tempo si curava il corpo curando lo spirito, poi la situazione degenerò e fu necessario aggiungere regole alimentari, poi degenerò ancora e fu necessario aggiungere le tecniche di respirazione, il massaggio, la ginnastica, la fitoterapia, l’agopuntura”. Poi sono nati i medici?

DESEDENTARIZZARE LA VITA

L’aria è essenziale non solo per vivere, ma soprattutto per vivere sani; ogni malattia infatti è legata ad una carenza di ossigeno. La sedentarietà limita allo stretto necessario gli scambi d’aria che sovente sono insufficienti per la normale attività dell’organismo. Dopo ore di lavoro al tavolino, magari anche in un ambiente male aerato, il pH salivare tende verso l’acidità; basta una pausa di mezz’oretta nel verde per farlo ritornare verso la neutralità (una migliore ossigenazione ossida gli acidi organici convertendoli in anidride carbonica eliminata poi dai polmoni) e quindi ridonando una sensazione immediata di benessere.

L’ossigeno giunge alle cellule attraverso il sangue in cui si trova legato al ferro, importante quindi un corretto approvvigionamento di questo metallo (alimentazione corretta, corretta igiene intestinale). Anche nel muscolo avvengono gli scambi ossigeno-anidride carbonica tuttavia la fatica muscolare provoca facilmente una scarsa ossigenazione dei tessuti generando crampi (accumuli d’acido lattico) ed acidificazione del terreno. In tali situazioni un attacco di febbre è sovente l’intervento dell’organismo per bruciare questi acidi in eccesso. Gli stessi risultati possono essere prodotti dal carattere distintivo dell’uomo moderno, lo stress. Lo stress psicologico influenza negativamente poi la funzionalità del sistema immunitario, deprimendola. La scarsa efficienza conseguente di tutti gli organi emuntori (polmoni, pelle, reni, fegato ed intestino) conduce a peggiorare ed aggravare progressivamente l’acidità tissutale. L’uso di farmaci non biologici, specie se protratto nel tempo, innesca poi fasi di degenerazione e produzione d’ulteriori metaboliti tossici.

E tutto questo per la sedentarizzazione (pratica e mentale) a cui ci siamo arresi. E’ curioso, ma in molti sembrano aver perso la cognizione del ruolo della respirazione e dell’ossigeno per la salute. L’esercizio fisico all’aria aperta, le passeggiate, i soggiorni in zone non inquinate ed ogni attività favoriscono il metabolismo in generale, accelerano il ritmo ventilatorio, permettono l’eliminazione degli acidi deboli e contribuiscono a deacidificare l’intero organismo. Al contrario, una vita sedentaria non sollecita il sistema respiratorio affinché l’ossigeno inalato possa manifestare in profondità i suoi benefici effetti.

Occorre praticare una discreta attività fisica per un certo periodo. Qualche minuto d’iperventilazione non comporta certo gli stessi benefici di un’ora di camminata. Ogni giorno dovremmo stare per un pò all’aperto, all’aria pulita.

Come ricorda il naturopata Vasey, bisogna desedentarizzare la vita, e cioè integrare l’esercizio fisico nell’attività di tutti i giorni, per esempio facendo a meno dell’ascensore, parcheggiando l’auto a due-tre isolati di distanza, spostandosi in bicicletta, ecc. Il concetto di aria pulita è molto importante se pensiamo che la respirazione non è solo uno scambio tra ossigeno ed anidride carbonica, ma è un autentico nutrimento per il corpo e per lo spirito. Attraverso i nostri polmoni passano diecimila litri d’aria al giorno!

La carica elettrica dell’aria che respiriamo è fondamentale per l’assorbimento dell’ossigeno. Sono infatti gli ioni caricati “negativamente” che vitalizzano l’ossigeno e la massiccia presenza di elementi inquinanti nella nostra bella società li neutralizza, impoverendola. In altre parole, la sensazione di benessere che dona l’aria di montagna, di mare o dopo un temporale, è dovuta all’abbondanza di ioni negativi. Il malessere, l’irritazione e la depressione che si provano respirando aria inquinata, si devono invece all’alta percentuale di ioni positivi. L’aerazione delle stanze è assolutamente indispensabile; oltre all’aria viziata difatti, anche vapori di vernici, fumo di sigarette, materiali sintetici, radiazioni elettromagnetiche, geomagnetismo da radon, ecc. vengono eliminati con un’adeguata ventilazione dei locali.

In ugual modo, anche l’aerazione dei polmoni diventa assolutamente indispensabile, basta una passeggiata!

IL CONTROLLO DELL’ACIDITA’ TISSUTALE

Per controllare lo stato della propria acidità tissutale non occorre essere uno specialista, esiste un modo sicuro, pratico e semplice: il test del pH dell’urina.

I valori ideali di un organismo in buona salute sono compresi nel range da 7 a 7,5 considerando la media giornaliera di tre misurazioni:

la seconda urina dopo il risveglio, ma prima di colazione

l’urina subito prima del pranzo

l’urina subito prima di cena.

Identico lavoro si può eseguire sul pH salivare, anch’esso costituisce un indicatore ideale dello stato di salute globale della persona e indice della disponibilità della riserva alcalina.

Il pH salivare misurato ogni mattina dopo il risveglio, rimarrà relativamente costante di giorno in giorno, varierà invece anche in modo notevole nel corso della giornata, dopo i pasti.

Il suo valore non dovrebbe mai essere inferiore a 6,8 e dovrebbe salire subito dopo l’assunzione di cibi (o anche solo al pensiero di farlo) e tanto più quanto più acidi fossero i cibi ingeriti. Se salisse poco o nulla sarebbe segno sicuro di una mancanza di riserva alcalina.

L’andamento ideale prevede un 6,8 al risveglio, 7 prima di mangiare e 8,5 dopo colazione.

Una tabella che raccolga la descrizione sommaria dei pasti a fianco ad entrambe le serie di rilevazioni (i tre pH urinari più i tre pH salivari) per un periodo di almeno due settimane consecutive, consente di calcolare il quoziente medio di acidità, di interpretare le modificazioni del metabolismo e di proporre i correttivi (alimentari, di stili di vita, ecc.). Il lavoro del naturopata, insomma.

vedi anche:

M.T. Morter jr “Il pH della salute”  in Medicina Naturale, (1), 26-30, ed. Tecniche Nuove, Milano, 1993. M.T. Morter jr – A. Panfili “Proteine, eccedere è rischioso” in Medicina Naturale, (6), – 42-48, ed. Tecniche Nuove, Milano, 1993.

a cura di Alberto Foresta naturopata in Rongio

albertoforesta@libero.it

Alimentazione e benessere nei luoghi dell’UNESCO

di Leonardo, 22 giugno 2011 16:49

Prendendo spunto dal riconoscimento della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, le cinque amministrazioni comunali della Val d’Orcia  hanno pensato di sviluppare un progetto sulle produzioni enogastronomiche e dell’artigianato in un territorio che vanta una lunga tradizione che incorpora, saperi, sapori,elaborazioni,prodotti alimentari,coltivazioni e spazi sociali. Il tutto fa parte di uno stile di vita da conservare, proteggere e tramandare, un insieme di competenze,conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture,la raccolta, la conservazione, la trasformazione,la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo e che stanno alla base della cultura contadina. I cinque comuni e l’associazione “Vino e Salute” (comitato scientifico della manifestazione) intendono realizzare nel territorio del sito Unesco Val d’Orcia un momento di confronto, di analisi, di studio e di conoscenza del paesaggio culturale e delle produzioni locali. L’evento prevede il coinvolgimento di altre realtà con caratteristiche e obiettivi simili e lo scopo della manifestazione è quello di creare connubi e rapporti di gemellaggio fra realtà italiane e non accomunate dalla sensibilità verso il mantenimento delle produzioni tradizionali e delle tradizioni gastronomiche che si integrano perfettamente con il contesto paesaggistico. Due saranno i  convegni a cui parteciperanno studiosi da ogni parte d’Italia, rappresentanti dei siti UNESCO, esperti del paesaggio e del mondo della comunicazione. Si tratterà di una serie di appuntamenti che uniranno il valore dei territori a quello delle produzioni tipiche per arrivare ad un particolare stile di vita. La mattina di Venerdi 24 al teatro degli Astrusi a Montalcino si parlerà di alimentazione e attività motoria come stili di vita e del valore della comunicazione per promuovere le aree rurali, mentre sabato 25 a Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia si parlerà, nella prima tavola, rotonda di 

di alimentazione e benessere e nelle successive delle particolari attività istituzionali e del ruolo dell’imprenditoria nei territori d’eccellenza. La Provincia di Siena è l’unica area al mondo dove, al cui interno, sono iscritti quattro siti UNESCO  questo a testimonianza del suo grande valore paesaggistico, storico e naturalistico, non  può partire che da questi luoghi un messaggio supportato da studi scientifici, relativo alle tematiche della prevenzione delle malattie attraverso l’alimentazione e un sano stile di vita, cercando di promuovere buone pratiche di prevenzione per un’alimentazione sana e la diffusione di stili di vita corretti. Inoltre, la qualità e la sicurezza degli alimenti certificati dai marchi di tutela dimostrano un’identità culturale positiva che si esprime attraverso una produzione tipica che ha un valore aggiunto in termini di vantaggi per la salute. Tutti questi elementi si possono riscontrare nel paesaggio culturale della Val d’Orcia. Un ulteriore tassello di questo puzzle  del ben vivere è rappresentato dalla diffusa presenza di sorgenti con acque curative termali e minerali che svolgono un ruolo importantissimo per il mantenimento della salute fisica e mentale. Per il programma completo www.vinoesalute.com

Andrea Falciani

viverenews

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